Non moriremo precari -2 anni a manituana: assemblea cena&festa

Manituana è un luogo mitico della tradizione irochese dove i Sioux-Lakota si rifugiano a seguito della sconfitta subita per mano dei coloni americani impegnati nella rivoluzione americana. Qui tornano per ricostruire una società basata sull’auto organizzazione, sul rispetto per la terra, la fratellanza e la solidarietà tra gli individui. Manituana a Torino da due anni è un laboratorio culturale autogestito nato dall’esigenza di studenti di uno spazio fuori dall’università, dove organizzare seminari e laboratori autogestiti, cultura dal basso, pratiche di solidarietà e di mutualismo. Abbiamo riconosciuto fin da subito la precarietà, lavorativa ed esistenziale, come condizione comune alle nostre vite. Nuove forme di lavoro, non riconosciuto, non pagato, non garantito rendono il confine tra formazione e produzione sempre più sfumato e ci hanno portato, in questi due anni, a condividere le analisi e le difficoltà con tant* giovan* precar* e a discutere con loro forme di impegno e di attivismo in contrasto alla precarietà generale delle nostre vite.
In occasione del secondo compleanno di Manituana, abbiamo deciso di riprendere le fila di molte discussioni e ipotesi che hanno attraversato questo spazio nel corso degli ultimi due anni. Ci rivolgiamo a tutte le precarie e i precari che mettono quotidianamente al lavoro i propri saperi e le proprie passioni ricevendone in cambio lavoro povero, non riconosciuto e malpagato: psicologi, educatori, operatori sociali delle associazioni e delle cooperative, ricercatrici e ricercatori, chi lavora nell’ambito dell’informazione giornalistica e della comunicazione digitale, fino ai giovani in tirocinio o stage. Settori differenti tra i quali è necessario tracciare un filo di congiunzione, tessuto dalle stesse condizioni di precarietà e insicurezza che dall’ambito prettamente lavorativo sconfinano alle relazioni e alla vita intera. Abbiamo visto susseguirsi negli anni riforme del lavoro che hanno ulteriormente precarizzato e impoverito la nostra condizione, eliminato tutele e garanzie e imposto un discorso pubblico in cui la precarietà pare un’opportunità, o quanto meno la condizione necessaria da accettare per fare un lavoro affine alle proprie conoscenze e alle proprie attitudini vitali. Quello che proponiamo non è però un momento in cui raccontarci quanto è difficile oggi lavorare in Italia, specie per i giovani, ma fare un bilancio e un rilancio degli strumenti di cui dotarci collettivamente per non riscattarci dalla precarietà e non accettare le cose così come sono.

Ritroviamoci dunque, tutte e tutti a Manituana, il 28 aprile alle ore 18:30 per un momento di confronto e discussione collettiva.

A seguire vi proponiamo una cena bellavita, in cui ognuno porterà qualcosa da bere o da mangiare e potremo mangiare tutt* insieme e brindare ai due anni passati di Manituana e agli anni futuri che ci aspettano insieme. I brindisi dopo la cena saranno accompagnati da un concertino in acustica….

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