I PORTI APERTI E GLI ALTRI CONFINI CHIUSI? NOI NON CI STIAMO!

I PORTI APERTI E GLI ALTRI CONFINI CHIUSI? NOI NON CI STIAMO!
Perché non saremo in piazza oggi a Torino a gridare #apriteiporti

In tante e tanti di noi hanno assistito in questi giorni alla prova muscolare dei ministri Salvini e Toninelli condotta contro le istituzioni europee sulla pelle di più di seicento uomini e donne migranti. Abbiamo sentito la frustrazione di non poter fare niente per aiutare quegli uomini e quelle donne costrett* su una nave per un atto di forza e spregiudicatezza disarmante. E abbiamo assistito con speranza alle mobilitazioni di tante e tanti che in questi giorni hanno auspicato l’apertura dei porti. E poi.

E poi abbiamo cominciato a ricevere inviti ad uno dei tanti presidi #apriteiporti, lanciato per oggi nella nostra città. E leggendo le firme degli organizzatori abbiamo provato tanta rabbia. Partito Democratico, sindacati confederali, associazionismo istituzionale.

Aprire i porti è inutile se per le persone migranti continuano a trovare chiuse le tante altre frontiere (sempre aperte invece per le merci e i grandi capitali) nelle nostre città, nelle stazioni, sui valichi montani, sulle strade, da Ventimiglia a Bardonecchia, da Como al Brennero, da Lamedusa alla piana di Gioia Tauro; è inutile se poi i migranti e le migranti vengono rinchiusi nei CPR voluti dall’ex ministro PD Minniti; è inutile se aprire i porti è l’anticamera di un sistema di seconda accoglienza egemonizzato e cannibalizzato dalle cooperative che è solo un’altra forma di sfruttamento. Troviamo inutile e ipocrita che a predicare l’apertura dei porti come gesto di umanità sia lo stesso partito il cui ministro ha stretto sistematici e criminali accordi con i trafficanti di esseri umani, ha minacciato di chiudere i porti e poi quei porti della Sicilia li ha davvero chiusi per permettere il quieto svolgimento del G7 la scorsa primavera! A farne le spese allora un’altra nave ONG. È vergognoso predicare porti aperti se questi altro non sono che l’anticamera di un sistema dell’accoglienza che priva delle libertà, non garantisce condizioni di vita adeguate, obbliga a lavorare gratis per favorire un’integrazione che nei fatti è solo sfruttamento e discriminazione.

Noi oggi non ci saremo, perché a chiamare questa piazza sono quei democratici che avendo dato sempre maggiore agibilità politica a fascisti vari e inseguendo le destre sulle politiche dell’immigrazione e non solo nella vana speranza di prendere voti, sono tra i primi responsabili di questa situazione: se la “sinistra buonista” arriva ad assumere posizioni e varare provvedimenti violenti, razzisti e discriminatori come la legge Minniti-Orlando non c’è da stupirsi che un ministro leghista si spinga oltre. A chiamare la piazza sono quei sindacati che non hanno avuto niente da dire sulla precarizzazione del mondo del lavoro, quei sostenitori dell’integrazione e dell’accoglienza grazie alle quali ingrassano, quei movimenti alfieri della legalità ad ogni costo anche se passa sulla giustizia, quegli adoratori della dialettica democratica che condannano chi ha voluto opporsi sempre, con ogni mezzo necessario, ad ogni forma di fascismo, anche a quello in salsa leghista.

Vogliamo sottolineare l’ipocrisia e le responsabilità politiche di chi ha lanciato questo presidio, avendo ben chiaro chi vogliamo dalla nostra parte nella battaglia, e gli organizzatori di questo evento al nostro fianco non li vogliamo! Li conosciamo troppo bene.

La libertà non è una medaglia da appuntarsi sulla giacca a seconda della posizione che si occupa nelle istituzioni! La libertà è per tutte e tutti sempre, in ogni luogo, o non è, e va conquistata. Non serve a niente aprire i porti se non c’è piena libertà di movimento ma solo speculazione e criminalizzazione!
La chiusura dei porti è l’ennesimo atto violento e razzista che i governi, indipendentemente dai partiti che compongono la maggioranza, hanno preso in Italia e in Europa.
Libertà di muoversi, libertà di restare, per tutte e tutti!
Aprire i porti non basta se i confini restano chiusi!

Manituana – Laboratorio Culturale Autogestito

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Manituana – Laboratorio Culturale Autogestito – Torino 
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