Verranno al contrattacco con elmo ed armi nuove! Manituana non si tocca!

È di pochi giorni fa la notizia che dal 30 luglio Manituana sarà interessata da “importanti lavori di ristrutturazione”. In applicazione di un non meglio precisato “nuovo piano di miglioramento energetico”, si presenteranno alla nostra porta dei muratori, che ci inviteranno a uscire dallo spazio per non farci rientrare mai più. Il piano dell’amministrazione dell’Università è quello di procedere a una ristrutturazione e a una nuova destinazione di locali, lasciati in stato di completo abbandono ben prima dell’inizio della loro occupazione e autogestione a partire dall’aprile 2015. Tutto questo per fare di Manituana  – udite udite! – un’aula studio. La stessa aula studio che agli studenti di Palazzo Nuovo, in gran parte ancora chiuso in seguito allo scandalo amianto, è sempre stata negata, come tante altre cose. Continue reading

Per reagire alla securizzazione.

Durante le ultime settimane, nel soffocante clima politico torinese, il tema della repressione sembra essere entrato con prepotenza nel dibattito pubblico. Pensiamo sia necessario porre alcune questioni per riuscire a scardinare la narrazione mainstream che parla della stretta repressiva come di un’ovvia e comprensibile risposta ad una presunta “emergenza sicurezza”. Uno dei punti di partenza obbligati è la connessione organica tra l’offensiva repressiva, il processo di securizzazione di ogni ambito della società e la tendenza autoritaria imboccata negli ultimi anni da parte delle istituzioni di governance dei maggiori paesi a capitalismo avanzato. Il tema è indubbiamente complesso, ma crediamo sia importante provare a sviscerarlo facendo emergere i vari livelli su cui si articola il fenomeno, senza che queste poche righe abbiano un obiettivo diverso da quello di offrire alcuni spunti di riflessione. Continue reading

Sullo sciopero sociale femminista, ripartiamo da noi per sottrarci alla precarietà

Sono passati quasi quattro mesi dall’8 marzo e ci sembra giunta l’ora, a mente fredda, di soffermarci su alcuni elementi che, durante alcuni  momenti di confronto collettivo, sono emersi come particolarmente importanti, non tanto per un’analisi della giornata, su cui è già stato scritto tanto, ma più che altro come spunti per continuare un percorso che interroga molte delle contraddizioni e delle questioni aperte del nostro tempo. Continue reading