Quale spazio per queer e gender studies?

Mercoledì 25 ottobre @Làadan (Centro culturale e sociale delle donne) via Vanchiglia 3, Torino.

H. 20.00 Aperitivo e Cena

H. 21.00 Discussione sul tema “Quali spazi per gender e queer studies?”
Intervengono anche:
– Elena Petricola
– Christian Loiacono
– Maddalena Cannito
– Chiara Inaudi
– Ferdinanda Vigliani
– Natascia De Matteis

Gli studi di genere e queer faticano tutt’ora a trovare spazio e legittimità all’interno del mondo istituzionale e continuano ad essere legati ad alcuni ambiti disciplinari moto specifici, ad esempio l’antropologia, senza che si riconosca loro il potenziale di fornire una prospettiva completa sui saperi, che superi il fintamente neutro ed universale sapere maschile, bianco, eterosessuale. A fronte di questa situazione nell’Accademia, nella quale sono ovviamente presenti numerose eccezioni che emergono con fatica, gender e queer studies trovano spazi altri, nell’associazionismo, nel movimento, nella ricerca indipendente, attraverso i quali è possibile portare avanti percorsi di studio e praticare la condivisione dei saperi tramite contatti ed intersezioni con il tessuto sociale locale. Questo tipo di realtà apre una serie di interrogativi e contraddizioni sui rapporti con i luoghi di costruzione del sapere, sugli intrecci tra lavoro e militanza politica, tra punto di vista situato e scientificità della ricerca, tra sapere intellettuale e prassi politica.
Quali spazi rispondono a questa necessità? E’ possibile che nascano all’interno delle istituzioni, universitarie e non, oppure un sapere critico per sua natura vive nelle esperienze di autoorganizzazione e viene depotenziato della propria carica di rottura da ogni forma di istituzionalizzazione?

“INDIANI ORGANIZZATI, DIRITTO DI GIOCARE, NELLE RISERVE NON CI VOGLIAMO STARE!” – Appello per la difesa di Manituana.

Invito a sottoscrivere e a diffondere l’appello per il sostegno e la difesa Manituana – Laboratorio Culturale Autogestito.

A fine luglio ci è stato comunicato che dal 15 settembre Manituana sarà interessata da “importanti lavori di ristrutturazione”. Dopo aver eluso ogni momento di confronto proposto da* occupanti, questa notizia ci è stata comunicata tramite un avviso affisso fuori dall’ingresso dei locali di via Sant’Ottavio 19 bis. Il piano dell’amministrazione dell’Università, proprietaria dell’immobile, è quello di conferire una nuova destinazione d’uso ad uno spazio lasciato in stato di completo abbandono prima della riapertura e della rimessa in funzione avvenuta grazie all’occupazione dell’aprile 2015. Tutto questo per fare di Manituana un’aula studio. La stessa aula studio che a* studenti di Palazzo Nuovo, in gran parte ancora chiuso in seguito allo scandalo amianto, è sempre stata negata, insieme ad altri spazi dove mangiare e riunirsi. Continue reading

Verranno al contrattacco con elmo ed armi nuove! Manituana non si tocca!

È di pochi giorni fa la notizia che dal 30 luglio Manituana sarà interessata da “importanti lavori di ristrutturazione”. In applicazione di un non meglio precisato “nuovo piano di miglioramento energetico”, si presenteranno alla nostra porta dei muratori, che ci inviteranno a uscire dallo spazio per non farci rientrare mai più. Il piano dell’amministrazione dell’Università è quello di procedere a una ristrutturazione e a una nuova destinazione di locali, lasciati in stato di completo abbandono ben prima dell’inizio della loro occupazione e autogestione a partire dall’aprile 2015. Tutto questo per fare di Manituana  – udite udite! – un’aula studio. La stessa aula studio che agli studenti di Palazzo Nuovo, in gran parte ancora chiuso in seguito allo scandalo amianto, è sempre stata negata, come tante altre cose. Continue reading