27 ottobre Reclaim the street!

In Italia e in Europa assistiamo, da tempo, ai violenti effetti prodotti dalla propaganda contro chi migra e a favore della difesa militare dei confini: le frontiere vengono usate come arma di controllo e repressione fomentando un clima di odio che sfocia in violenze quotidiane contro migranti e più deboli.

I confini segnano chi può essere accettato e chi no.

La cosiddetta “accoglienza” poggia su un sistema basato su una selezione di chi è degno di potersi spostare dal proprio paese. Viene distinto il/la migrante meritevole da quello non meritevole, destinat@ ad essere espuls@ o a essere sfruttato@ nel lavoro a basso costo.

I/le poch@ a cui viene riconosciuto lo status di rifugiato sono obbligat@ a rimanere nel Paese, spesso alla mercè di cooperative che guadagnano riducendo al minimo salario e diritti, senza potersi muovere liberamente e costretti a entrare nel circuito del capolarato.

A chi si vede negata la domanda di asilo tocca un destino peggiore: essere rimpatriati in paesi dove regnano povertà e guerre o diventare clandestin@, rischiando di rimanere intrappolat@ in traffici illeciti, tratte umane e manodopera in nero. I/le migranti possono essere differenziat@ e etichettat@ diversamente, ma il loro corpo è destinato a essere sfruttato.

I confini vengono utilizzati per generare paura, additando il migrante come diverso e colpevole delle condizioni di povertà e precarietà della popolazione italiana. Il migrante diviene un pericolo per i diritti di chi ha la pelle bianca: il risultato è una guerra fra poveri voluta dai ricchi e dai potenti.

Ma oggi, se possibile, la situazione è ancor più grave. La Lega e i 5 Stelle, dopo aver cavalcato la giusta rabbia contro la crisi e le politiche d’austerità ed essere così giunti al governo, hanno dichiarato guerra a pover@, divers@ e sfruttat@, qualunque sia il colore della loro pelle.

A sei mesi dalla firma del “contratto di governo”, è diventato chiaro che i respingimenti e i sequestri delle navi operati nel Mediterraneo e la retorica razzista e sessista del Governo, vanno di pari passo con la riduzione delle promesse “sociali” dei 5 Stelle. Lo sgombero delle occupazioni abitative e l’introduzione di nuovi strumenti di controllo e repressione per la polizia, si accompagnano alla riduzione del “reddito di cittadinanza” ad una misura di sostegno alla povertà, né universale né incondizionato, in cambio della quale sarà oltretutto estorto lavoro gratuito.

A perderci sono sempre gli/le stess@: migranti sequestrat@ in mare ed espuls@ dall’Italia; milioni di precar@ che non percepiranno alcun reddito di cittadinanza; occupant@ di case che, in caso di sgombero, non avranno diritto ad alcuna ricollocazione; donne e soggettività LGBTQI contro cui si scagliano con violenza le politiche demografiche, misogine e familiste del ministro Fontana e del ddl Pillon.

Anche il genere e i corpi sono diventati luoghi sui quali decidere e ratificare: Verona è diventata ufficialmente città pro-vita, rendendo ancora più difficile alle donne la possibilità di accedere alla possibilità di abortire (già messa a repentaglio dall’obiezione di coscienza), mentre a livello nazionale le soggettività LGBT e queer vengono attaccate e stigmatizzate dal governo.

Il “decreto immigrazione e sicurezza” proposto da Salvini conferma la preponderanza del razzismo, dell’autoritarismo e del patriarcato negli orientamenti del governo. Il confinamento dei corpi migranti e di tutt@ coloro i/le quali non risultano conformi al “decoro pubblico” è il contenuto principale del decreto, introducendo misure che richiamano da vicino un modello di apartheid.

La cancellazione della protezione umanitaria per i rifugiati, la revoca del diritto d’asilo per una condanna in primo grado di qualsiasi tipo e l’inasprimento delle pene contro le manifestazioni di dissenso sono alcuni dei tratti principali del regime razziale e securitario che il governo ci vuole imporre.

Un regime violento in cui la repressione, spacciata per sicurezza, tocca anche il tema delle sostanze, disegnando altri confini immaginari, come quelli fra sostanze legali e illegali, definendo all’interno di quali limiti possiamo o non possiamo divertirci. Vite rovinate e decenni di risorse buttate in inutili guerre alla droga hanno insegnato che le uniche soluzioni al problema sono la liberalizzazione e la depenalizzazione della sostanza, la riduzione del danno e la sensibilizzazione informata.

Davanti a tutto ciò non possiamo restare in silenzio: mentre dai palazzi del potere insistono con l’invenzione di un’invasione, che nei fatti non esiste, accompagnata ad una costante incitazione all’odio, noi continuiamo a voler costruire un mondo libero, aperto ed accogliente.

Vogliamo l’apertura delle frontiere. Vogliamo allargare e intensificare questa ondata di resistenza antirazzista, che da Ventimiglia a Riace, da Macerata a Catania, ha visto scendere in piazza migliaia e migliaia di persone.

Mobilitarsi e riprendersi le strade diventa allora essenziale!

Non solo Torino si trova a pochi passi dalla frontiera francese, dove una rete di solidarietà ed autorganizzazione si è da tempo sviluppata accanto ai migranti respinti alla frontiera, ma in contemporanea i 5 Stelle torinesi risultano oggi in piena continuità con il governo pentaleghista nazionale.

Non hanno soltanto disatteso e tradito tutte le promesse elettorali grazie alle quali conquistarono consenso, arrivando a governare la città, ma si preparano ora ad applicare le direttive di Salvini e Di Maio, procedendo allo sgombero degli spazi sociali e delle occupazioni abitative, cioè attaccando quei “beni comuni” dei quali si vantavano fino a poco tempo fa.

Le ultime notizie trapelate dall’incontro tra Sindaca e Salvini su un possibile sgombero di un’altra palazzina dell’Ex-MOI ne sono l’ennesima dimostrazione. Lo sgombero di Chez Jesus avvenuto ieri all’alba a Claviere, alle soglie dell’inverno, non può che rafforzare i timori che si voglia procedere ad un atto di forza anche per l’Ex-MOI.

Una mobilitazione aperta e trasversale è necessaria per dire che Torino non accetterà il razzismo di Stato, per dire che la nostra città intende rifiutare l’applicazione delle direttive razziste, sessiste e securitarie del Governo, per ribadire che Torino è città aperta e solidale, decisa a schierarsi con chi abbatte confini e frontiere, qualsiasi forma essi assumano.

Facciamo un appello alle reti di solidarietà migrante, alla cultura e all’arte indipendente, alle associazioni, ai centri sociali, ai sindacati, al movimento transfemminista, ai collettivi LGBT, per una grande giornata di opposizione al Governo, una giornata per la libertà di movimento, di espressione, di divertimento.

Non accettiamo, oggi più che mai, di vedere imposti dall’alto confini e barriere al solo scopo di alimentare la guerra tra poveri e di mettere a profitto i nostri corpi. Vogliamo libertà di movimento e di autodeterminazione per tutt@: libertà di scegliere in quale paese progettare un futuro, libertà di accettare o meno un lavoro, libertà di scegliere se e quando fare figl@.

Ci vogliono normat@, ordinat@, ubbiendient@ e silenzios@ nella loro malata idea di decoro, triste prigione ideologica fatta di legalità, moralità e perbenismo.

In questa città le strade e i corpi sono ormai terreno di scontro e noi ci saremo! Non ci avrete mai come volete voi!

Ci vediamo sabato 27 ottobre, alle ore 15.
Ritrovo al Balon in Corso Giulio Cesare, all’altezza di Ponte Mosca – Fermata Borgo Dora.
Sarà un corteo musicale, meticcio, libero e solidale!

Contro razzismo e confini, No al Decreto Salvini!
Riprendiamoci le strade

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Reclaim the street – Torino

Nessun* Norma! Leggi la piattaforma – Pride Torino 28/6/2018

Pubblichiamo il testo di lancio di Nessun* Norma!, il Pride che si terrà il 28 giugno a Torino (evento Facebook: https://www.facebook.com/events/258372824719599/)

nell’europa civile e democratica dei diritti e del libero scambio, per qualcun* le frontiere sono sempre più presidiate, recintate, militarizzate. il prezzo che si paga per superarle è scomparire in mare, attraversare le montagne o essere rinchius* in moderni lager. l’antirazzismo che vogliamo agire non è la commozione perbenista, voyeuristica o assistenziale che alimenta rapporti di potere asimmetrici e neo-coloniali fondati su un’idea d’integrazione lavorista schiacciata sui civilissimi modelli sociali, economici e politici europei. ci disgusta la narrazione di un occidente libero ed emancipato. esprimiamo solidarietà, complicità e mutualismo a chi cerca di abbattere le frontiere con i propri corpi e vissuti non conformi.

leviamo la nostra voce contro le istituzioni benevole, le forze dell’ordine rassicuranti, le componenti normalizzanti, che mentre sfilano in questo pride sono anche al governo con salvini e la lega. non ci allineiamo con le istanze del movimento lgbt mainstream che per poter essere riconosciuto dalla norma ne perpetra i metodi. Non vogliamo che i nostri culi vengano brandizzati e strumentalizzati elettoralmente. le stesse istituzioni torinesi che oggi si autocelebrano, bonificano a tavolino quartieri, sovradeterminando corpi e desideri, sgomberano spazi sociali e campi rom nel nome della legalità e del decoro. non partecipiamo felici al rifacimento di quartieri da cui ci avete sbattuto fuori. non vogliamo attraversare spensierate i boulevard sabaudi barricati, non abbiamo intenzione di partecipare al vostro party esclusivo ma soprattutto escludente.

siamo trans*, vacche transumanti, antifasciste, lelle, infette, transfemminist*, psiconaute, frocie, punk, antisessiste, precarie, frochattare, antispeciste, queer, queen, squinzie, disokkupate, shampiste, cagne e sorche, mutanti.

ci prendiamo spazi in cui debordare, in cui vivere, mangiare, dormire e godere; luoghi in cui accogliamo e siamo accolte, in cui scambiamo, fluiamo ed espandiamo le nostre reti. siamo le creature dei parchi e delle frasche, pronte a risplendere da quegli angoli bui in cui ci volete relegare. il più alto dei grattacieli o la più cupa delle vostre nuvole non getterà mai ombra sulle nostre r-esistenze.

rifiutiamo le categorie socialmente imposte, viviamo nelle intersezioni, nei confini, nei meticciamenti. non vogliamo incastrarci e ghettizzarci nei binarismi medicalizzati e psicologizzati: i nostri corpi e le nostre sessualità li attraversano, eccedono, deragliano. vomitiamo glitter su ogni tipo di norma. siamo orgogliose di altro e di essere altre. siamo ovunque – veniamo ovunque.

siamo frocie incazzate contro le frontiere, contro il decoro, contro la normalizzazione dei nostri corpi e desideri tutt* liber* di circolare ed autodeterminarsi!

il 28 giugno ci riprendiamo le strade e le piazze dalle quali avete voluto cacciarci: partiremo da piazza palazzo di città alle 17:30 e sfileremo fino a parco dora dove allestiremo lo spazio per un queerparty!
Tutto il ricavato della festa sarà benefit Chez Jesus – Rifugio Autogestito

AhSqueerTo, LaSt – Laboratorio Studentesco, SI – Studenti Indipendenti, Manituana – Laboratorio Culturale Autogestito, NUDM – Non Una Di Meno Torino, Identità Unite – Collettivo LGBT Università di Torino, Senza Frontiere, BTB – Break The Borders