Primo sciopero dei Glovers: un racconto da Torino

Ieri primo sciopero dei Glovers, i rider di Glovo.

Riportiamo la testimonianza di uno di loro.

“Siamo tutti molto soddisfatti dell’iniziativa: abbiamo intrapreso una strada di lotte contro l’azienda, e siamo stati capaci di farlo scendendo in strada, organizzandoci in poco meno di due settimane!
Prima ci siamo recati in sede, eravamo una trentina, per consegnare un foglio con le nostre rivendicazioni. Inizialmente non volevano prenderlo.
Avevamo anche richiesto un incontro con il manager, che ci è negato da ormai un mese! Questo continua a latitare, quando va bene ci chiama al telefono con un numero anonimo, sproloquiando e insultandoci, ripetendo le solite formulette che lui e i suoi sono addestrati a dire.
Durante il blocco, come sempre in questi casi, ci hanno trattati malissimo: prima ci hanno minacciati, poi hanno chiamato i carabinieri. Alla fine li abbiamo costretti ad accettare l’elenco delle nostre richieste, con la promessa che la prossima settimana ritorneremo in tanti e non saremo disposti a sentire le solite stronzate e prese per i fondelli!

Ci siamo poi spostati davanti al Mac di piazza castello per volantinare, parlare coi nostri colleghi e con la gente che passava. La giornata di blocco è sicuramente servita a renderci più uniti! Durante il blocco degli accessi abbiamo attirato l’attenzione di nuovi e vecchi rider: una quindicina di loro hanno deciso autonomamente, dopo aver parlato con noi, di non entrare a prendere l’ordine. La partecipazione di rider di altre aziende che hanno deciso anche essi di scioperare è stata fondamentale!
Tutto questo mi fa molto ben sperare per un futuro di lotte sempre più unite e trasversali: Glovo dovrà darci ascolto!”

Per quattro spicci all’ora sai che c’è?

Consegnali da solo sti cazzo di Big Mac!